TARSIA – Per troppo tempo la Calabria ha sottovalutato il proprio patrimonio naturalistico. Oggi vi è, anche grazie all’impegno della comunità scientifica, una matura consapevolezza, dalle istituzioni ai territori, nei quali cresce anzi una convergenza sempre più ampia sulla necessità di investire nella tutela e nella valorizzazione di un capitale naturale unico nel Mediterraneo. Le Riserve Naturali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati sono molto probabilmente l'esempio più evidente di questa dotazione extra-ordinaria, se solo si considera che in questo pezzo della biodiversità calabrese trova dimora quasi un terzo delle circa 550 specie di uccelli censite in tutta Italia. Numeri record e non ancora adeguatamente raccontate ad esempio nel mondo delle nostre scuole che collocano questa area tra i più importanti hotspot di biodiversità del Mezzogiorno e del Mediterraneo, specchio fedelissimo della straordinarietà naturalistica della Calabria e patrimonio che oggi l’istituzione regionale difende come risorsa identitaria, culturale ed economica, indispensabile per rafforzare anche la competitività della nostra terra su tutti gli scenari, turistico-esperienziale in primis. È anche, questa, la visione portata avanti dalla Regione Calabria attraverso l’attenzione senza precedenti dell'assessore all'ambiente Antonio Montuoro, impegnato a integrare ed a mettere in rete tutte le declinazioni possibili della valorizzazione e della tutela ambientale, che sono poi il cardine imprescindibile attorno a cui ruotano anche il turismo lento, i cammini, i parchi e la nuova attrattività dei territori.
Questa fotografia è stata il leit motiv che ha ricucito tutti i diversi interventi ospitati a Palazzo Rossi di Tarsia, sede del Centro Visitatori Riserve, per l’evento dal titolo La Biodiversità che rende straordinaria la Calabria in Europa e nel Mediterraneo con la presentazione ufficiale dell’Atlante degli Uccelli Nidificanti delle Riserve del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati, un'opera – è stato spiegato – che non si limita a censire specie e habitat ma che racconta, numeri alla mano, la straordinarietà di una terra studiata e riconosciuta nei più importanti contesti scientifici nazionali e internazionali e dagli stessi considerata punto di riferimento di ricerca e approfondimento.
Ad evidenziarlo è stato il direttore delle Riserve del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati, Agostino Brusco, sottolineando come il lavoro rappresenti una vera fotografia dello stato naturalistico di una delle componenti più importanti della fauna vertebrata delle due aree protette e testimoni la straordinaria ricchezza di specie custodita in due piccole aree umide considerate tra le più importanti della Calabria. L'Atlante – ha aggiunto – non rappresenta un punto di arrivo, ma uno strumento di monitoraggio permanente dello stato dei luoghi e, allo stesso tempo, un mezzo di divulgazione rivolto alle scuole, alle comunità e ai visitatori. Grazie alla rinnovata sensibilità della Regione Calabria e ad una programmazione strategica che ha rimesso a regime il sistema delle aree protette, oggi si pianifica, si progetta e si fa ricerca, creando le condizioni per nuove iniziative e nuovi interventi, in particolare nell'area della Foce del Crati, dove si conserva un'altra straordinaria peculiarità: è infatti l'unica area del Mediterraneo nella quale, dall'incontro tra acque dolci e marine, si creano le condizioni ideali per la nascita e la riproduzione del cavalluccio marino.
Ad aprire i lavori è stato il Sindaco Ameruso, che ha definito l'Atlante il frutto di un lavoro quotidiano iniziato trent'anni fa e della capacità di costruire nel tempo un patrimonio di conoscenza e tutela che oggi diventa strumento di promozione e di nuova consapevolezza per l'intero territorio. Ed a portare i saluti del Sindaco di Cassano allo Jonio, Giampaolo Iacobini, sottolineando non solo l’attenzione ma la ribadita collaborazione dell’Amministrazione Comunale, una delle quattro istituzioni locali nei cui territori ricade il patrimonio delle Riserve, è stata l’assessore ai servizi sociali Rosa De Franco.
L'assessore all'Uso ed Assetto del Territorio del comune di Corigliano-Rossano, Tatiana Novello, ha richiamato il lavoro di collaborazione avviato tra il Comune di Corigliano-Rossano e le Riserve per rendere sempre più pulite, sicure e fruibili le aree adiacenti alla Foce del Crati, anche attraverso interventi di videosorveglianza e sensibilizzazione ambientale. La tutela degli ecosistemi, ha evidenziato, passa anche dalla capacità di renderli accessibili e accoglienti, dotandoli di servizi compatibili con la salvaguardia dei luoghi e favorendo una fruizione consapevole del patrimonio naturalistico.
A fare da eco a questo nuovo processo di consapevolezza, ci sono i dati scientifici: in poche migliaia di ettari è ospitato circa il 74% delle specie di uccelli censite in Calabria, quasi l'80% di quelle di interesse comunitario e ben 180 specie di avifauna. La mappatura delle specie e degli habitat – ha ricordato il docente di Ecologia applicata e Gestione Ecosistemi dell'Università Roma Tre, Corrado Battisti – diventa quindi uno strumento di gestione, di programmazione e di ricerca, capace di individuare emergenze ambientali, degrado, alberi monumentali e specie rare. Non è un caso se questo luogo rappresenta da anni un vero e proprio sito di riferimento per la comunità scientifica e una tappa obbligata per studiosi, ricercatori e naturalisti impegnati nello studio della biodiversità mediterranea. Ma soprattutto – ha concluso – l'Atlante rappresenta un importante strumento di comunicazione, perché la biodiversità non appartiene soltanto alla scienza ma è, allo stesso tempo, bellezza, benessere e qualità della vita.
Per il direttore del Master di II livello in Gestione e Conservazione della Biodiversità e delle Risorse Ambientali e docente di Zoologia dell'Università della Calabria, Emilio Sperone, del quale le Riserve del Lago di Tarsia e della Foce del Crati sono partner scientifici e formativi, l'Atlante rappresenta uno strumento di straordinaria importanza per la didattica e la ricerca e sarà utilizzato all'interno dei percorsi universitari dedicati alle scienze ambientali. Volumi come questo – ha sottolineato – restituiscono la reale ricchezza naturalistica della Calabria e confermano Tarsia come uno dei luoghi più strategici per l'osservazione della biodiversità e delle migrazioni dell'avifauna. Un territorio dove è possibile vedere e studiare sul campo ciò che normalmente si apprende sui libri e che, proprio per questo, continua a rappresentare uno dei laboratori naturali più importanti della regione. L'Atlante, ha concluso, è soltanto una delle tante attività ancora in progress che testimoniano il dinamismo e la capacità progettuale delle Riserve.
La presenza di un terzo delle specie di avifauna italiane in questo piccolo lembo di territorio è la prova concreta che le aree protette funzionano e che le politiche di tutela producono risultati misurabili e duraturi. È quanto ha evidenziato Giovanni Aramini, dirigente del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, sottolineando come l'Atlante dimostri in maniera inequivocabile la complessità biologica del comprensorio e, soprattutto, l'efficacia delle politiche di conservazione portate avanti negli ultimi trent'anni dall'Ente gestore.
Le profonde connessioni ecologiche tra il Pollino, il Crati e le aree umide della Sibaritide – ha aggiunto il commissario del Parco Nazionale del Pollino Luigi Lirangi – rappresentano un vero e proprio corridoio ornitologico e uno snodo fondamentale per le migrazioni dell'avifauna. Un attrattore straordinario che richiede una sempre maggiore sinergia tra enti, istituzioni e Regione Calabria, capace di mettere a sistema le ricchezze naturalistiche custodite nel territorio e trasformarle in opportunità di sviluppo. Non è un caso che il Parco Nazionale del Pollino, già il più grande d'Italia, guardi oggi ad una possibile ulteriore espansione, con diversi comuni che chiedono di entrarvi, considerandolo sempre più un'opportunità e non un vincolo. Anche questo è il segno di un cambiamento culturale nel rapporto tra comunità e ambiente.
Il presidente del Parco Nazionale della Sila Liborio Bloise ha evidenziato come la Calabria stia finalmente rafforzando il tema della sostenibilità, superando la tradizionale contrapposizione tra conservazione e sviluppo. Salvaguardare habitat ed ecosistemi – ha spiegato – significa consegnare questo patrimonio alle future generazioni e costruire un nuovo modello di crescita fondato sulle peculiarità ambientali del territorio. Se negli anni Ottanta e Novanta la Calabria ha perso la sfida dell'industrializzazione, oggi quella stessa mancata industrializzazione può trasformarsi in un vantaggio competitivo, consentendo di valorizzare aree naturali e biodiversità come elementi distintivi di un modello di sviluppo più consapevole e sostenibile. Da qui la proposta di rafforzare ulteriormente l'azione congiunta di tutti i soggetti impegnati nella tutela e valorizzazione ambientale, nella convinzione che il sistema dei parchi calabresi possa rappresentare una marcia in più per l'intera regione.
Anche il presidente provinciale dell'UNPLI Cosenza Antonello Grosso La Valle ha richiamato l'importanza della cooperazione tra enti pubblici, Pro Loco e mondo del volontariato. I protocolli sottoscritti negli ultimi giorni, ad esempio, con i Parchi e con l'Ente Parchi Marini Regionali dimostrano – ha detto – che la valorizzazione del patrimonio naturale può diventare anche un'opportunità di crescita per le attività imprenditoriali e per le comunità locali, purché fondata sui principi della sostenibilità. Un modello di buone pratiche che, ha annunciato, sarà promosso anche a livello nazionale attraverso la rete dell'UNPLI.
La biodiversità – ha sottolineato Lenin Montesanto, coordinando e sollecitando i diversi interventi – è uno dei grandi capitali identitari e distintivi che rendono straordinaria la Calabria. L'Atlante presentato oggi – ha aggiunto – rappresenta uno degli strumenti più efficaci per contribuire a ribaltare la narrazione della regione e raccontare, partendo dai più piccoli, una Calabria diversa, competitiva perché capace di valorizzare ciò che la rende unica nel Mediterraneo e in Europa. Allo stesso tempo – ha proseguito – è anche un ritorno al libro, alla carta, alla scoperta lenta e consapevole dei territori, soprattutto da parte delle nuove generazioni, in un tempo nuovo, nel quale – ha aggiunto – è già partita dai Paesi del Nord Europa, notoriamente tra i più avanzati in termini di tutela della ecosostenibilità, la messa da parte di tablet e lavagne elettroniche prevalse negli ultimi decenni e, al loro posto, la reintroduzione della lettura del libro cartaceo e la scrittura a mano in classe. Da questo punto di vista – ha concluso Montesanto auspicando che dello stesso possa essere prevista una importante distribuzione nelle scuole dell’infanzia e primaria – l'Atlante degli uccelli nidificanti può e deve diventare anche uno strumento di educazione e di consapevolezza, capace di avvicinare i bambini ad un patrimonio naturale che fino ad oggi abbiamo sottovalutato e di formare una nuova generazione di ambasciatori di quella biodiversità che ci distingue e che, quindi, dobbiamo sempre di più considerare una strategia di sviluppo durevole.
A chiudere i lavori è stato l'assessore regionale all’ambiente Montuoro che ha posto l'accento sulla nuova stagione che sta vivendo il sistema ambientale calabrese, parlando di un cambio di passo ormai percepito da tutti gli attori del settore. La Regione Calabria, ha ricordato, sta investendo oltre 52 milioni di euro nel sistema dei parchi e delle riserve, ai quali si aggiungono gli 8 milioni di euro ottenuti dal Ministero dell'Ambiente per dieci progetti regionali. Un'attenzione senza precedenti che punta a mettere in rete tutte le declinazioni della tutela ambientale, dalle aree protette ai cammini, dalla fruizione dei parchi marini al turismo lento, con l'obiettivo di trasformare il patrimonio naturalistico in un'opportunità di crescita e sviluppo.


