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«Agguato all'alba a Lauropoli: un morto e un ferito. La vendetta che torna dopo quattro anni»

28-08-2026 11:59

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cronaca,

«Agguato all'alba a Lauropoli: un morto e un ferito. La vendetta che torna dopo quattro anni»

La vittima, 36 anni, è il figlio di Maurizio Scorza, assassinato nel 2022 insieme alla moglie Hanane Saadi. I killer hanno aperto il fuoco in pieno ce

 

La vittima, 36 anni, è il figlio di Maurizio Scorza, assassinato nel 2022 insieme alla moglie Hanane Saadi. I killer hanno aperto il fuoco in pieno centro, nei pressi di un bar. Indagano i carabinieri

 

 

LAUROPOLI (CASSANO ALLO IONIO) — Ancora sangue nella Sibaritide. Un agguato compiuto alle prime luci dell'alba ha sconvolto questa mattina Lauropoli, frazione di Cassano allo Ionio, nel Cosentino: un morto e un ferito grave il bilancio dell'agguato avvenuto intorno alle 5 in pieno centro abitato.

LA DINAMICA — I sicari hanno esploso diversi colpi d'arma da fuoco contro i due uomini che si trovavano nei pressi di un bar. Giuseppe Scorza, 36 anni, è morto sul colpo. Renato Elia, che era con lui, è rimasto gravemente ferito ma è riuscito a mettersi in salvo: è stato trasportato d'urgenza in ospedale, dove si trova ricoverato in condizioni serie.

IL PASSATO CHE RITORNA — Un nome, quello della vittima, che riapre una ferita mai rimarginata per la comunità. Il padre di Giuseppe, Maurizio Scorza, 57 anni, fu infatti assassinato il 4 aprile 2022 insieme alla moglie, Hanane Saadi, 38enne di origine tunisina, in un duplice omicidio a Castrovillari che gli inquirenti definirono fin da subito «un'esecuzione» e che resta tuttora avvolto nel mistero. Quel delitto, mai risolto, torna ora a intrecciarsi con il sangue di oggi.

LE INDAGINI — Sul luogo dell'agguato sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Cassano allo Ionio insieme alla polizia locale, che hanno eseguito i rilievi e raccolto le prime testimonianze. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, dovranno ricostruire la dinamica esatta dell'accaduto e risalire a movente ed esecutori. Gli investigatori non escludono alcuna pista, ma l'ipotesi di un regolamento di conti legato al passato criminale della famiglia resta sul tavolo.

Una nuova pagina di violenza in un territorio, quello della piana di Sibari, già segnato da faide e da una lunga scia di omicidi irrisolti.


 

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